Si chiude il processo di secondo grado per sette imputati giudicati con rito abbreviato, convolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Flash”, che aveva portato nel 2023 a 62 arresti contro il clan degli zingari, considerato una vera e propria organizzazione ‘ndranghetistica, con struttura interna e ruoli ben definiti. Un gruppo criminale che da braccio operativo delle famiglie Arena di Isola Capo Rizzuto, dei Grande Aracri di Cutro, dei Gaglianesi di Catanzaro, diventa un autonomo gruppo di ‘ndrangheta, che esercita la sua pressione mafiosa sui quartieri Pistoia, Corvo, Aranceto, Germaneto e Catanzaro Lido, in competizione con le altre associazioni mafiose nei settori delle estorsioni, dei furti, del traffico di sostanze stupefacenti.
I concordati
La Corte di appello di Catanzaro, presidente Antonio Battaglia, a latere Carlo Fontanazza e Paola Ciriaco ha emesso il verdetto sui concordati richiesti dalle parti condannando Cosimo Abbruzzese a 7 anni e 20 giorni di reclusione; Maurizio Abbruzzese a 11 anni, un mese e 26 giorni di reclusione; Antonio Delisi a 10 anni e 2 mesi di reclusione con concessione delle attenuanti generiche; Francesco Galeota a 6 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione, con concessione delle circostanze attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti; Luigi Mancuso a 6 anni, 11 mesi con concessione delle attenuanti generiche; Domenico Passalacqua, (40 anni) a 12 anni e 10 mesi; Fabrizio Veneziano, a 4 anni, 10 giorni e 17.333 di multa, concesse circostanze attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti. Per altri imputati l’udienza proseguirà il prossimo 6 luglio.














