Nel segno di «Don’t play what’s there. Play what’s not there» («Non suonare ciò che c’è. Suona ciò che non c’è»), il mitico motto di Miles Davis - del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita - viene adottato dal Locus Festival 2026 come un invito a superare i confini dell’esistente e a considerare la musica come un terreno di possibilità, ricerca e scoperta. Il programma della manifestazione, in scena dal 18 giugno al 2 settembre (biglietti disponibili sui principali circuiti di vendita; info: www.locusfestival.it), conferma la sua vocazione internazionale, accogliendo alcune delle personalità più influenti della scena contemporanea, che si esibiranno in diversi luoghi della Puglia.
«Locus è un patrimonio culturale della Regione», ha commentato ieri, nel corso della conferenza stampa, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. «Due mesi di concerti, dibattiti, presentazioni di libri e cinema, con l’obiettivo di favorire la partecipazione e il benessere della comunità, ma anche di offrire un’importante proposta culturale ai tanti turisti che affollano il nostro territorio». Gli fa eco Vincenzo Bellini, amministratore di Bass Culture - che produce il festival - che definisce il Locus «sinonimo di musica d’estate in Puglia». All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti istituzionali dei Comuni coinvolti nella 22esima edizione. Tra le presenze più attese, dopo il live d’apertura del trio hip hop di Belfast Kneecap, in programma giovedì 18 all’Eremo Club di Molfetta, spicca quella del geniale leader dei Talking Heads, David Byrne, in programma il 23 alla Fiera del Levante. Quest’ultima accoglierà anche il super-progetto Beat, composto da Adrian Belew, Steve Vai, Tony Levin e Danny Carey, con il tributo agli anni Ottanta dei King Crimson. Il 24 luglio sarà la volta del rock energico degli Skunk Anansie; il 25 luglio di Frah Quintale e Tutti Fenomeni; mentre Marcus Miller, insieme a Mike Stern, Bill Evans, Mino Cinelu, Anwar Marshall, Russell Gunn e Brett Williams, sarà protagonista del tributo a Miles Davis «We Want Miles!».









