PORTO MARGHERA (VENEZIA) - Un sopralluogo e l'incontro con la comunità portuale, quella imprenditoriale e i sindacati. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ieri in avanscoperta a Porto Marghera, una visita a cui seguirà quella dei tecnici del suo ministero. Mentre è già pronto lo studio di fattibilità per creare nell'area portuale un polo europeo di stoccaggio e movimentazione delle materie prime critiche considerate strategiche per la transizione ecologica e digitale. «Nei prossimi giorni - ha introdotto il ministro all'incontro con l'Autorità di sistema portuale alla Venice Heritage Tower - sottoponiamo lo studio di fattibilità alla Commissione Europea» che aveva chiesto di realizzare due siti pilota: uno a ridosso dei porti del Nord Europa (Rotterdam e Amsterdam) e uno nel Nord Italia.

«I siti servono alle imprese europee in caso di choc di approvvigionamento, come è successo con la pandemia e come si sta verificando con l'ultimo conflitto in Golfo Persico». Tutto nasce quindi dalla necessità di rendere l'Europa autonoma, perché le materie prime critiche oggi provengono in gran parte da paesi extraeuropei. È in quest'ottica che Marghera si candida per essere uno dei poli strategici per l'Europa. «Sulle potenzialità portuali e sui depositi di stoccaggio mi sono confrontato con alcune imprese e con le multinazionali italiane che operano in quest'area - ha detto Urso - mi riferisco a Eni, Fincantieri, Stellantis, Enel e mi auguro si possa lavorare sia sull'obiettivo europeo del sito di stoccaggio e sia sulla realizzazione di un polo produttivo per la raffinazione e il riciclaggio delle materie prime critiche in linea con la vocazione naturale di questo territorio nella riconversione industriale». E a proposito di riciclo ha ricordato che ci sono due aziende con sede a Marghera tra le sette approvate dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite), ed ora al vaglio della Commissione Europea, nell'ambito della seconda chiamata per progetti strategici prevista dal Regolamento sulle materie prime critiche. Si tratta di "Alkeemia PureGraph" di Alkeemia, uno dei maggiori produttori europei di acido fluoridrico e fluoroderivati e di "9PV-up" di 9-Tech, startup specializzata nello sviluppo di tecnologie e impianti per il riciclo di rifiuti elettronici.Della candidatura di Porto Marghera a polo pilota «ne ho parlato anche giovedì in Francia al vertice del G7 sulle materie prime critiche» ha aggiunto Urso, lo studio di fattibilità «verrà presentato entro il mese di giugno» e ci stanno lavorando «il ministero delle Imprese e del Made in Italy con il ministero dell'Ambiente e quello delle Infrastrutture». E sul fatto che Venezia sia prossima al voto amministrativo parla di «un progetto in continuità con qualsiasi tipo di amministrazione comunale esca dalle urne, come ho garantito in questi quasi quattro anni di governo: piena e trasparente collaborazione con tutte le amministrazioni di Regioni e Comuni qualunque sia stata la scelta dei cittadini».Sulla possibilità di attrarre investimenti ha ricordato l'importanza delle Zone logistiche semplificate «e ringrazio Vincenzo Marinese (presente in sala) che mi ha sollecitato ad istituirle quando era presidente di Confindustria Venezia». E gli incentivi legati alla Transizione 4.0 e 5.0: «Abbiamo dato oltre 10 miliardi in due anni per agevolazioni, con 20mila imprese coinvolte e 30 miliardi di investimenti». Ora con il 5.0 «abbiamo base triennale, risorse nazionali che ci liberano dai vincoli della Commissione Europea e un aumento del finanziamento di ulteriori 10 miliardi di euro». AUTORITÀ PORTUALE «Porto Marghera è un unicum in Italia: un sito che unisce industria, portualità e logistica di eccellenza - ha introdotto il presidente dell'Autorità di sistema portuale Matteo Gasparato - stiamo investendo in infrastrutture e connessioni logistiche per rafforzare ulteriormente il suo ruolo. Speriamo possa offrire tutto quello che è necessario per poter accogliere le famose terre rare». L'area, dove pensare l'hub pilota, non è ancora stata individuata «stiamo facendo un censimento degli spazi in collaborazione con Eni, uno dei soggetti che a livello internazionale opererà su questo settore». E già la prossima settimana è prevista «la visita della parte tecnica della Commissione Europea per verificare se ci sono le condizioni necessarie, quindi abbiamo tempi molto stretti, ma siamo ottimisti». LE REAZIONI Presente ieri all'incontro il candidato sindaco del centrodestra Simone Venturini, nella veste di assessore: «Questo progetto può attrarre anche altri filoni industriali» e lancia la suggestione che «Fincantieri e Leonardo possano lavorare per l'industria della difesa pure a Venezia». A distanza commenta il candidato del centrosinistra Andrea Martella: «L'ipotesi di un sito europeo per le terre rare a Porto Marghera può essere un'occasione e come tale merita attenzione. Ma un deposito, da solo, non basta. Dobbiamo pretendere un progetto molto più ambizioso». Per il senatore di FdI Raffaele Speranzon che ha introdotto il ministro: «Il progetto europeo sulle materie prime critiche e le prospettive di sviluppo legate alla logistica, all'energia e alla manifattura confermano quanto quest'area possa svolgere un ruolo centrale nelle nuove sfide economiche europee». Mentre sul fronte sindacale Daniele Giordano (Cgil), Michele Zanocco (Cisl) e Giuliano Gargano (Uil) ieri dopo l'incontro con Urso: «Il ministro ha accolto favorevolmente la posizione unitaria dei sindacati affinché il progetto non si limiti alla sola funzione di stoccaggio, esprimendo la volontà del governo di costruire attorno a Porto Marghera un disegno strategico più ampio».