I mondiali di calcio nordamericani allargati a 48 nazionali, su cui ieri sera si è alzato il sipario nel mitico stadio Azteca di Città del Messico, e le strategie di potenziamento dei tornei per club e per il settore femminile hanno contribuito a far salire le entrate della Fifa a un livello mai visto prima, con l’effetto di doppiare quasi gli incassi del Comitato olimpico internazionale. Un sorpasso del calcio sui Giochi che è maturato negli ultimi dieci anni.
Nel ciclo quadriennale che culmina nell’evento ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico, la Fifa ha accumulato infatti 14 miliardi di dollari di ricavi, 11,5 relativi al mondiale per nazionali, 2 miliardi per il mondiale per club disputato nel 2025 sempre negli Usa e poco meno di 600 milioni per il mondiale femminile del 2023. Nel ciclo 2019-2022 la Fifa, peraltro aveva già raggiunto la cifra record di incassi con 7,5 miliardi di dollari e un aumento del 18% (1,1 miliardi) rispetto ai 6,4 miliardi del periodo 2015-2018. Già la Coppa del mondo in Qatar aveva prodotto le entrate più alte registrate fino a quel momento per il torneo mondiale con 6,3 miliardi di dollari.
Per farsi un’idea di come sia cambiato il rapporto di forza in termini di giro d’affari, basti pensare che nel quadriennio 2013-2016, il Comitato olimpico con le edizioni di Sochi 2014 e Rio 2016 aveva incassato 5,7 miliardi di dollari, saliti a circa sette miliardi nel quadriennio successivo. I Giochi olimpici di Parigi 2024 hanno generato invece ricavi per quasi 4,5 miliardi di euro, poco più terzo del mondiale di calcio 2026, e più in generale il Comitato Olimpico ha registrato per l’intero quadriennio 2021-2024 entrate pari a 7,6 miliardi di dollari, derivanti principalmente dai diritti televisivi e dai top sponsor.












