Al massimo sono un buon pretesto per ignorare l’orrida schiavitù delle donne iraniane e afghane. Ma solo un pretesto. Perché le cose stanno peggio di così

​Il nostro prezioso Alberto Pagani ci ha mandato ieri un’analisi del cortocircuito logico e morale della sinistra, cieca e sorda alla ribellione delle ragazze (e dei ragazzi) che in Iran cantano Bella ciao per invocare la liberazione dalla tirannia teocratica degli ayatollah. Tutto quanto i satrapi di Teheran impongono con la sharia, la frusta e il cappio è contrario agli ideali progressisti (ma io dico agli ideali liberal democratici), che sono invece tutto quanto i ribelli sognano.