HomeRiminiCronacaIl rombo della memoria sulla strada dei mitiUn rombo di motori e quattrocento gioielli su quattro ruoteche riflettono la luce del tramonto e il fascino della corsa...Un rombo di motori e quattrocento gioielli su quattro ruoteche riflettono la luce del tramonto e il fascino della corsa...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn rombo di motori e quattrocento gioielli su quattro ruote che riflettono la luce del tramonto e il fascino della corsa più bella del mondo, tra i borghi d’Italia. È questa l’essenza magica della Mille Miglia, che ieri ha riabbracciato Rimini. Da piazza Cavour a piazza Malatesta, i riminesi si sono ritrovati a guardare a bocca aperta quelle automobili leggendarie che hanno fatto la storia. Tra i veicoli in parata anche quelli storici dell’Esercito Italiano, presente all’edizione 2026 con una rappresentanza di mezzi d’epoca che testimoniano il patrimonio motoristico della Forza Armata. Dopo la sosta notturna, i piloti hanno poi riacceso i motori stamattina alle 6.30, diretti verso Brescia.

Ma il forte legame tra Rimini e questa gara affonda le sue radici ben lontano. E tra i pionieri locali del volante spicca un nome su tutti: quello di Temistocle Geri. Era il 1938 quando sfrecciò per la sua città, in una Mille Miglia che non era diventata ancora maggiorenne, a bordo di una rombante Fiat 1100C. "Gli dedicarono un articolo su un giornale dell’epoca complimentandosi, ma lo definirono ‘camerata’. Lui, da grande e fiero antifascista, ci rimase malissimo", ricorda oggi il figlio Gianfilippo, che di quelle antiche gesta conserva le carte. "Custodisco ancora le sue vecchie cartine della Germania, dell’Austria, della Foresta Nera e perfino della Polonia". In un’epoca senza navigatori, quei fogli oggi impolverati sono la preziosa testimonianza di un pilota davvero audace. "Suo padre era un proprietario terriero – continua Gianfilippo – e la famiglia stava molto bene economicamente. Così mio padre poteva permettersi di guidare un’auto e girare mezza Europa per gareggiare, a volte anche in sella a una motocicletta". Nella Rimini del Ventennio, Geri era una celebrità: la città era ancora piccola e lui era uno dei pochi a girare in auto. "Quando il nostro lungomare era interamente percorribile in macchina, faceva le gare su due ruote. Alzava la vettura e guidava come se fosse James Bond. Nel corso degli anni, tutti hanno continuato a ricordarlo per quelle sue mitiche acrobazie".