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Scarpetta: pesa il problema degli alloggi. E Scalabroni: sempre più difficile trovare bagnini di salvataggio
"Oggi i lavoratori stagionali sono soprattutto giovani con buona volontà, preparati dal punto di vista teorico, che conoscono due lingue, il marketing. Bravissimi studenti. E ce ne sono in quantità. Anche meno giovani. Ma quello che manca è il personale qualificato, con esperienza". A parlare è Marco Scarpetta, vicepresidente Abc Associazione balneari civitanovesi (titolare dello chalet e ristorante Raphael Beach). In questo periodo pure nella nostra provincia è caccia ai lavoratori stagionali. La carenza si riscontra soprattutto in cucina, oltre a barman e assistenti bagnanti. "Non sappiamo come risolverla – prosegue Scarpetta –. Il problema è che non possiamo neanche attingere al mercato fuori regione perché non ci sono alloggi. Ad esempio chi fa la stagione invernale, potrebbe venire da noi in estate ma mancano gli alloggi e quelli che si trovano nella zona balneare, a 2-3 chilometri dal mare, a luglio e agosto hanno affitti monstre, difficili da sostenere sul piano economico per i datori di lavoro". Il vicepresidente dei balneari civitanovesi sottolinea che è scontato pagare i dipendenti "bene e in modo puntuale", rispettando i contratti. "È un dovere e non dovrebbe neanche esserci il bisogno di precisarlo". Per quanto riguarda il personale qualificato dice: "Come accade per tante altre professionalità italiane, chi è formato ha accesso in tutto il mondo e può scegliere. Chi quindi opta per il nostro territorio piuttosto che per un’esperienza all’estero, la quale ha un certo riconoscimento economico, di solito lo fa per amore, famiglia o qualità della vita". Diego Scalabroni, presidente dell’Associazione balneari Porto Recanati, sottolinea che "c’è sempre più difficoltà a trovare bagnini di salvataggio". Un problema a livello nazionale. "Ormai è un lavoro che fanno solo i ragazzi delle superiori e gli universitari – afferma –. Probabilmente qualche cooperativa esterna in passato si è approfittata di questi ragazzi e adesso, a distanza di anni, ne paghiamo le conseguenze. A monte c’è poi un altro problema – prosegue Scalabroni –. Ora a poter rilasciare i brevetti è solo la Fin (Federazione italiana nuoto), mentre prima potevano farlo diversi enti. Tale normativa, più restrittiva, fa sì poche piscine possono procedere al rilascio e di conseguenza diminuiscono i brevetti". Scalabroni è proprietario del balneare Il Faro. "Siamo fortunati perché da diversi anni abbiamo ragazzi bravissimi – dichiara –. In generale è necessario garantire il giusto compenso, il giusto trattamento, il giorno libero, senza un monte ore eccessivo. Chi si è adeguato ai tempi sa che deve assumere più personale e fargli fare meno ore. Chi invece è ancora attaccato alla vecchia mentalità fa fatica".









