di Paola Tomassoni
"Oramai vengo di rado a Siena, ma i miei più cari amici sono qui. Sono nato nel Bruco, ma per vari motivi non sono mai stato un contradaiolo", inizia così la conversazione con Paolo Angelini, senese, attuale direttore generale di Banca d’Italia, ospite oggi pomeriggio del graduation day dell’Università di Siena in piazza del Campo.
Parlerà ai circa ottocento laureati presenti alla cerimonia dell’ateneo, quale il suo messaggio?
"La laurea è un traguardo importante, ma è un punto di partenza. Le competenze acquisite durante gli anni universitari sono un fondamento su cui costruire il proprio futuro professionale, ma non sono un bagaglio statico e devono essere continuamente alimentate, aggiornate, adeguate. Non intendo sminuire l’importanza di questo traguardo agli occhi dei ragazzi, ma invitarli ad essere curiosi. Viviamo in un mondo che cambia rapidamente, non dobbiamo perdere la curiosità intellettuale. Fare esperienze diverse, mettersi in gioco, innamorarsi, almeno un po’, del proprio lavoro, è l’invito che rivolgo ai giovani. Anche le esperienze che non vanno come avevamo sperato possono aprire strade inattese. E aggiungo che è importante non perdere di vista le relazioni umane, perché sono parte fondamentale del nostro bagaglio di crescita umano e professionale".







