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Alfio Sciacca

L'ipotesi dell'addio al carcere e dell'affidamento in prova. Cataliotti: «Per un avvocato notizie del genere non possono che far piacere. La decisione non fa una piega». Tizzoni e Compagna: «Questo non rende Stasi ancora un uomo libero e la condanna resta»

MILANO - Nessuna sorpresa. Tutt’altro. «Ad un avvocato notizie del genere non possono che far piacere. Per Alberto Stasi, come per qualunque altro condannato che dia dimostrazione di potersi reinserire socialmente. Si tratta di un sacrosanto principio di diritto». Liborio Cataliotti commenta così la notizia che Stasi potrebbe presto lasciare il carcere per essere ammesso all’affidamento in prova ai Servizi sociali. «Evidentemente — risponde al Corriere — si sono create le condizioni perché la pena residua possa essere espiata fuori dal carcere, quindi con prescrizioni meno restrittive. Esattamente come prevede la legge. La decisione non fa una piega e mi complimento».

Il giudizio dell’avvocato, che assieme ad Angela Taccia difende Andrea Sempio, arriva ancor prima della decisione del Tribunale di Sorveglianza. Perché rientrerebbe in una routine per i detenuti con un residuo di pena inferiore a quattro anni. E soprattutto perché il parere favorevole dato dalla Procura generale e la decisione del Tribunale del Riesame «non hanno assolutamente nulla a che vedere con la nuova inchiesta che vede indagato Sempio».