di
Jacopo Storni
Chiuso il bando per la mobilità ciclabile promosso dal Ministero dello Sport con Anci: ha risposto un quarto dei Comuni italiani (1.952), ne sono stati selezionati e finanziati 201 per 12,6 milioni. Forte adesione anche dei piccoli centri. I Pedali sociali a Torino, i circuiti a Bosa. E in Basilicata si punta al «Coast to Coast»
La carica dei duemila Comuni che vogliono diventare a misura di bicicletta. Numeri record, quelli del bando «Bici in Comune», il programma promosso dal ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi con il supporto del Dipartimento per lo Sport, di Sport e Salute e dell’Anci, che ha messo sul tavolo 12,6 milioni di euro per sostenere la mobilità ciclabile e il cicloturismo nei territori italiani. Sono stati 1.952 i Comuni (circa un quarto di quelli italiani) che hanno risposto al bando con i loro progetti e fra questi ne sono stati selezionati e finanziati 201, sostenuti da una rete di oltre 603 partner locali tra associazioni, scuole, società sportive, enti culturali, imprese e realtà del Terzo settore.
I piccoli centriA colpire è soprattutto la partecipazione dei piccoli centri. Il 67% delle candidature arriva infatti da Comuni con meno di 5 mila abitanti. Seguono i centri tra 5.001 e 50 mila residenti con il 17%, quelli tra 50 e 300 mila abitanti con il 13%, mentre le grandi città oltre i 300 mila abitanti rappresentano il 3%. Un dato che sfata il luogo comune secondo cui la mobilità ciclabile sarebbe una priorità esclusiva delle metropoli: la rivoluzione delle due ruote parte soprattutto dai territori più piccoli. Anche la distribuzione geografica dei progetti finanziati racconta un Paese unito dalla stessa visione. Il 45% dei Comuni finanziati si trova nel Nord Italia, il 24% nel Centro e il 31% nel Sud e nelle Isole. A guidare la classifica è la Lombardia con 27 progetti finanziati, seguita dal Piemonte con 25, e poi Toscana con 16 e Campania con 13.









