Contro Mastro CiliegiaTornata a vivere dopo l'inferno del lager, ha dedicato la sua vita alla medicina e alla pediatria, la volontà di alleviare il dolore dei bambini l’ha guidata per sempre. Era nata a Milano nel 1932, è morta ieri nella sua cittàdi12 GIU 26Foto AnsaC’è un riserbo, un silenzio, un lungo spazio senza parola e di pudore da rispettare che è materia drammatica e comune nell’esperienza di tanti, se non tutti, i sopravvissuti alla Shoah. Prima di diventarne testimoni. Per Sami Modiano ci vollero sessant’anni di assoluto silenzio interiore, prima di iniziare la sua testimonianza. Per Liliana Segre dovettero arrivare gli anni Novanta. In ognuno la consapevolezza che le voci della memoria diventavano sempre meno. Non è stata diversa l’esperienza di vita di Sultana (per tutti Susy) Razon, che ha iniziato a raccontare ai ragazzi delle scuole, e in un libro, la sua esperienza di bambina ebrea milanese, di origine turca, deportata a Bergen Belsen all’età di nove anni. Tornata, ha dedicato la sua vita alla medicina e alla pediatria, la volontà di alleviare il dolore dei bambini l’ha guidata per sempre. Fu all’Istituto dei Tumori che incontrò un medico, che poi divenne suo marito, Umberto Veronesi. Hanno condiviso vita e impegno scientifico e umanitario. Il suo lavoro per aprire reparti pediatrici le valse un Ambrogino d’Oro. Finché ha cominciato a raccontare ai giovani anche il suo dolore antico, il lager. Era nata a Milano nel 1932, è morta ieri nella sua città. "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
Il riserbo trasparente e altruista di Sultana “Susy” Razon
Tornata a vivere dopo l'inferno del lager, ha dedicato la sua vita alla medicina e alla pediatria, la volontà di alleviare il dolore dei bambini l’ha guidata per sempre. Era nata a Milano nel 1932, è morta ieri nella sua città










