Nella sua casa nel cuore di Milano, Susy Veronesi, negli ultimi anni viveva circondata dalle fotografie: sue e del marito Umberto, il grande oncologo, e poi i figli, i nipoti, la sua grande famiglia distribuita in tutto il mondo. E i ricordi di una vita, lunga, che si è conclusa oggi a Milano.
Sultana Razon Veronesi, Susy come l’hanno sempre chiamata in famiglia, è morta oggi nel capoluogo lombardo, dove la sua famiglia di ebrei sefarditi era arrivata dalla Turchia nel 1930, e dove lei era nata nell’agosto del 1932 e ha vissuto gran parte della sua vita, lasciando un segno con la sua professione di medico pediatra, fondatrice dei reparti di Pediatria in due ospedali milanesi, il Fatebenefratelli e il San Carlo, e con quella partnership di ferro, un matrimonio lungo 63 anni, fino alla morte di lui quasi dieci anni fa, con Umberto Veronesi.
“Con una collega siamo andate nella strutture vuote del Fatebenefratelli e abbiamo messo in piedi il reparto di pediatria. È stata durissima, per 10 anni ho avuto sei figli e non ho mai smesso di andare in ospedale, tornavo a casa per allattarli e spesso li portavo con me in reparto. Così ho potuto dedicarmi al mio lavoro, che non ho mai lasciato per oltre 40 anni”, le parole di Razon nella nota diffusa dalla Fondazione Umberto Veronesi, che così oggi la ricorda per “gli anni di impegno all’interno del Consiglio di Amministrazione, seguendo i progetti di ricerca scientifica e di raccolta fondi, in particolare per la ricerca sui tumori infantili”.











