Via del Collegio. 13 giugno 2026 alle 00:25I residenti: nel nostro quartiere non c’è spazio per l’odio e l’intolleranza
«Dobbiamo andare avanti, non ci fermiamo davanti a chi ha compiuto questo gesto stupido». In via del Collegio, l’imam Mehrez Triki guarda già avanti dopo l’attentato incendiario alla moschea Al Hoda. «La vicinanza del quartiere mi ha fatto piacere», prosegue, «è venuto a trovarci anche don Marco Lai, di questo siamo molto contenti». I residenti hanno ribadito anche ieri tutta la propria solidarietà. «Siamo una grande comunità», hanno confermato gli abitanti della Marina. Ieri in tanti hanno fermato l’imam per un saluto e per chiedere se avesse bisogno di una mano a risistemare la facciata della moschea, come l’insegna danneggiata dal rogo. A spegnere le fiamme, alle 4 del mattino, è stato Roberto Mamia. Abita nella palazzina accanto alla moschea ed è sceso subito in strada dopo essere stato avvisato da un’altra vicina di casa. «Ho preso una pompa e siamo riusciti a fermare l’incendio prima che divampasse», ha raccontato, «qui alla Marina siamo una grande famiglia».
«Rispetto reciproco»
«Questo episodio non ha colpito solo la comunità musulmana, ma l’intera città», dice Sandra Orrù dell’associazione “Apriamo le finestre alla Marina”. «Condanniamo fortemente il gesto», prosegue, «nel nostro quartiere non c’è spazio per l’intolleranza, per l’odio o la violenza nei confronti di chi vive la propria fede in modo pacifico e nel rispetto delle regole comuni. C’è sempre stato un rispetto reciproco e continuerà a esserci. La storia della Marina, come quella di Cagliari, è una storia di incontri, di scambi e di persone provenienti da culture diverse che hanno contribuito alla crescita della città. Questa ricchezza va difesa ogni giorno. Alla comunità colpita va la nostra solidarietà. A tutti noi spetta il compito di trasformare questa vicinanza in impegno quotidiano affinché nessuno si senta isolato o escluso. Ribadiamo», conclude, «che ci vorrebbe inoltre più attenzione nei confronti del quartiere da parte del Comune».








