Dal magma centrista emerge un leader che ieri ha varato il suo partito con 10mila iscritti: Alessandro Onorato, 46 anni, assessore al Turismo e sport del Comune di Roma. Camicia bianca, giovane, riformista, parlantina fluida, doti da showman, batte molto su sicurezza e innovazione, vuole togliere «lacci e lacciuoli» per far ripartire l’economia, superare i «conservatorismi di sinistra» e prendere i voti di chi non si riconosce negli attuali partiti: sembra un po’ il Renzi di una quindicina di anni fa, ma con quello originale non va molto d’accordo.

Ieri infatti, al palazzo dei congressi dell’Eur, per il lancio di Progetto civico Italia (l’acronimo Pci deve essere molto piaciuto al grande sponsor del progetto Goffredo Bettini) l’ex rottamatore non è venuto, mentre c’erano tutti i leader del campo largo, da Conte a Schlein, Magi di + Europa, il socialista Maraio, Bonelli e Fratoianni collegati in video.

L’EVENTO È STATO l’occasione per iniziare la discussione sul programma del centrosinistra. Onorato entra sulle note di The final countdown degli Europe, dopo aver giocato con la platea a indovina la canzone per una mezzoretta, con un repertorio italiano dal suo amico Achille Lauro a Vasco Rossi e Rino Gaetano. E sciorina in un’ora di intervento il programma dei civici, benedetti dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi in prima fila: «Qui c’è la forza calma degli amministratori che può fare la differenza». «Portiamo in dote al centrosinistra freschezza, buon senso e voglia di fare, noi conosciamo da vicino i bisogni dei cittadini, al di là di ideologie e schemi politici», arringa Onorato.