Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«Sull’IA l’Europa non è competitiva, all’estero non ci considerano più un concorrente», dice Vincenzo Vespri, matematico dell’Università di Firenze, raggiunto durante una visita presso l’Università della scienza, della tecnologia e del disegno di Singapore. «L’Italia si è mossa bene sul fronte dell’IA, ma la debolezza è strategica ed è europea: mancano infrastrutture, manca un’energia a basso costo, manca una visione proiettata alla competizione sui mercati globali. Rischiamo di fare gli stessi errori dell’automotive».
Domanda. Il governo ha accelerato sull’attuazione dell’AI Act europeo, puntando su privacy, formazione e giovani. È la strada giusta?
Risposta. Formazione, conoscenza e intelligenza artificiale saranno infrastrutture strategiche quanto, se non più, dell’energia. Non basta avere tecnologia: servono persone capaci di comprenderla, gestirla e svilupparla. È su questo terreno che si giocherà una parte importante della competitività dei Paesi nei prossimi anni. Come Italia ci siamo già mossi, a partire dalla scuola, dove, con la Commissione insediata dal ministro Valditara, sono state riformate le Indicazioni nazionali.











