BOLOGNA – Presentandoli sul palco, Giovanna Vitale di Repubblica li chiama "i gemelli diversi" della politica italiana. E ciascuno dal proprio punto di vista Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, provano a delineare alcuni punti del futuro programma del campo di centrosinistra. Del resto nemmeno loro due vanno sempre d'accordo, ammette Bonelli, "ogni tanto litighiamo, ma poi discutiamo e finisce lì".

Ma di sicuro si trovano d'accordo almeno su un punto, la tassa patrimoniale, anche se non è detto la si chiamerà esattamente così. "Il Paese - sostiene Bonelli - è molto più avanti di noi rispetto alle dinamiche politiche. Se facciamo proposte chiare e nette ci capiscono tutti. Le persone devono capire dove prendiamo i soldi: non da pensionati e dipendenti che da sempre reggono questo Paese". E da dove quindi? "Non la chiamo patrimoniale - risponde Bonelli - ma se ci sono 50mila persone con un patrimonio personale superiore ai 5,4 milioni di euro è lecito chiedere un contributo per risanare la sanità pubblica?".

Sullo stesso tasto batte Fratoianni, sicuro che se le forze del centrosinistra non hanno il coraggio almeno di aprire un dibattito, allora "non vale la pena nemmeno di cominciare. Sono mesi - sottolinea - che nelle trasmissioni che si occupano di politica qualsiasi sondaggio dice che la maggioranza netta degli italiani è d'accordo con l'introduzione di una tassa sulle grandi ricchezze, perché il 99,99% degli italiani le ricchezze di cui parliamo non ce le ha. Che una proposta che va a vantaggio del 99% delle persone e chiede un piccolo sforzo di solidarietà ai grandi patrimoni sia un tabù è una follia tutta italiana. Gli italiani non sono tutti uguali, alla maggioranza dobbiamo abbassare le tasse, dare più servizi, più welfare e giustizia. Ma se allo 0,1%, che sono 50mila persone in tutta Italia con un patrimonio dai 5 milioni in su, chiediamo un piccolo contributo, non le mandiamo in rovina".