PRIMOLANO (VICENZA) - Prima il tamponamento per rapinare l'anziano, poi la spietata fuga a bordo di una Kia con la refurtiva di circa 40mila euro e 45 grammi d'oro e l'inseguimento pericolosissimo per il centro cittadino. La vicenda che lo scorso 8 ottobre ha seminato il panico nella frazione di Primolano e nel Comune di Rosa si è conclusa ieri, giovedì 11 giugno, nel tribunale di Vicenza: i due rapinatori, arrestati con l'accusa di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale in concorso, hanno patteggiato una pena di 3 anni di arresti domiciliari.
La sentenza A processo il padovano è stato difeso dal legale Marco Marcelli, mentre il veneziano dall'avvocato Danilo Taschin. Entrambi erano già noti alla giustizia per aver commesso, in passato, reati specifici. I due 30enni, che hanno risarcito il danno e chiesto scusa alla vittima e alle forze dell'ordine, le quali hanno rischiato di rimanere ferite durante l'inseguimento, hanno patteggiato una pena a 3 anni, che sconteranno ai domiciliari. La rapina La vicenda era avvenuta lo scorso 8 ottobre in provincia di Vicenza. Alle 16.30 il 79enne bellunese di Pedavena stava percorrendo la statale Valsugana dopo essere stato in una gioielleria di Creazzo (Vicenza) a ritirare 40mila euro e 45 grammi d'oro per conto del figlio, orafo del Feltrino. Improvvisamente la Kia Sportage con a bordo i due uomini lo aveva tamponato. L'anziano aveva dunque accostato per constatare il danno ma a quel punto i due occupanti dell'altra auto lo hanno aggredito e spinto a terra strappandogli il borsello con il portafoglio contenete i contanti e l'oro. Immediatamente dopo erano risaliti sulla Kia fuggendo lungo la Valsugana verso Bassano del Grappa. L'inseguimento e gli incidenti La vittima aveva lanciato l'allarme e i carabinieri avevano dato il via alla caccia all'uomo. Analizzando lettori di targhe e varchi stradali erano riusciti a individuare la Kia intercettandola venti minuti dopo a Cusinati di Rosà, 40 chilometri più a sud di Primolano. I due banditi avevano bruciato l'alt e fatto inversione di marcia, ingaggiando un inseguimento. All'incrocio con via Garibaldi avevano bruciato anche il semaforo rosso tamponando una Smart (guidata da un 48enne padovano di Grantorto) e poi tentando la fuga nell'altra corsia di macia, finendo per incastrarsi tra i veicoli in coda e un muro dopo aver urtato un camion di una ditta padovana e un furgone di una società vicentina.L'arresto A causa delle ferite riportate nella carambola erano stati medicati al pronto soccorso e successivamente arrestati per rapina e resistenza. Nella Kia Sportage i carabinieri avevano trovato il borsello del 79enne con 39.170 euro in contanti ma non l'oro. Il bottino era stato restituito al legittimo proprietario e ieri, dopo la sentenza, la vicenda si è chiusa.










