Milano, 12 giu. (askanews) – I tre big europei dell’auto fanno fronte comune sul “Made in Europe”. Stellantis, Volkswagen e Renault – che insieme rappresentano il 60% della produzione automobilistica europea – hanno sottoscritto un impegno congiunto inviato oggi ai membri del Parlamento europeo, anticipato in mattinata dal Financial Times, con cui sostengono il principio della produzione europea chiedendo “regole semplici e chiare e forti incentivi” per potenziare la manifattura nell’Unione.

Tre i messaggi chiave. Il primo riguarda la competitività: “L’industria automobilistica europea è pienamente impegnata a garantire un futuro solido alla produzione in Europa, ma ciò richiede un quadro realistico”, scrivono le tre case: il Made in Europe deve “sostenere la competitività, attrarre investimenti e riconoscere il divario di costi” rispetto ai concorrenti globali. Il secondo è la definizione del marchio, che deve essere “semplice, raggiungibile e coerente in tutta l’Ue”: la soglia del 70% di contenuto di valore regionale è indicata come parametro “chiaro e praticabile” lungo l’intera catena del valore.

Da qui la formula “70:70 nell’Ue a 27”: il 70% dei veicoli venduti in Europa con il 70% di contenuto realizzato nei Paesi dell’Unione. Il terzo capitolo sono gli incentivi: il Made in Europe “non dovrebbe limitarsi a compensare i costi, ma incentivare attivamente la localizzazione e il reshoring”, con sostegno mirato alle batterie europee, “flessibilità pragmatica” per le auto di piccole dimensioni e politiche che rendano i veicoli elettrici più accessibili.