Le rive del lago di Ginevra potrebbero fare da sfondo al tanto atteso accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Ma il condizionale è d'obbligo, mentre anche la città per ospitare la firma alimenta il disaccordo tra i due schieramenti. Dopo settimane di anticipazioni e smentite, perfino Abbas Araghchi si è sbilanciato affermando che "il memorandum di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione", per la quale si attende un responso chiaro della Repubblica Islamica e si guarda a Mojtaba Khamenei.

Il Pakistan ha annunciato che "è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace", spingendo la speranza che questa sia la volta buona per l'intesa. E ha messo in guardia contro "l'incessante campagna di disinformazione condotta da coloro che vogliono sabotare l'accordo di pace". Perché le rivendicazioni incrociate sui punti dell'intesa - che parlano soprattutto ai fronti interni e agli alleati di entrambi i Paesi - alimentano lo scontro. Con Donald Trump che scarica la sua irritazione su Teheran, che a suo dire "farebbe meglio a rimettersi in riga, e in fretta". Secondo Axios, portale che per primo ha avanzato la possibilità di una firma dell'accordo a Ginevra, quattro aerei C-17 statunitensi sono già decollati alla volta dell'Europa trasportando "materiale per un possibile viaggio" di J.D. Vance.