Il Brasile apre il suo cammino ai Mondiali affrontando la sfida più impegnativa della fase a gironi: la partita contro il Marocco, una delle nazionali più ambiziose del torneo. Il calcio di inizio è fissato alla mezzanotte fra sabato 13 e domenica 14 giugno in una New York concentrata sulla quinta gara dei Knicks più che sul calcio.

Fra le fila della Selecao tutto è pronto sotto lo sguardo attento di Carlo Ancellotti, il primo straniero a guidare i verdeoro a un Mondiale. A lui spetta il compito di conquistare la sesta Coppa del Mondo dopo i successi del 1958, 1962, 1970, 1994 e 2002. Dall'ultimo titolo sono ormai passati 24 anni e dal 2002 il Brasile non è mai andato al di là delle semifinali. Ora però sogna l'impresa. Anche per Ancelotti mettere le mani sulla Coppa sarebbe una rivincita rispetto al 1994 quando, proprio negli Usa, era seduto sulla panchina dell'Italia come assistente di Arrigo Sacchi in quella nazionale sconfitta ai rigori nella finalissima proprio dal Brasile.

Per l'esordio Ancelotti dovrà probabilmente fare a meno di Neymar Jr, fermo a causa di un infortunio al polpaccio che gli ha fatto saltare anche le amichevoli contro Panama e Egitto, vinte con un bottino complessivo di otto gol. Vittorie schiaccianti in grado di dare fiducia ai verdeoro all'inizio del girone C di cui fanno parte anche Scozia e Haiti. Neymar è un "giocatore importante e lo sarà anche in questo Mondiale. Ha lo stesso ruolo e le stesse responsabilità degli altri 25", ha detto Ancelotti prima della partenza per gli Stati Uniti, mostrandosi fiducioso sulla possibilità che il Brasile possa vincere il Mondiale. Una Coppa che sarebbe la prima anche per l'allenatore italiano. I giocatori sono con lui. "Da quando è arrivato, l'ambiente si è trasformato. Con la sua personalità ci garantisce la serenità di un clima incentrato sul lavoro, senza polemiche", ha detto ai microfoni di Fox Alisson Becker, il portiere del Brasile notando come Ancelotti abbia "trasformato" la squadra dopo un "periodo molto difficile".