No, il generale Roberto Vannacci ancora non si è presentato alla Biennale di Venezia, nonostante il suo plauso per la riapertura del padiglione russo, ma potrebbe persino sbarcare presto in Arsenale, chissà. Intanto, ha fatto capolino alla cerimonia ufficiale dei Leoni d’Oro alla Biennale Teatro, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian – assenti in blocco le autorità politiche e ministeriali – un’elegantissima Beatrice Venezi.

Sì, la direttrice d’orchestra che ora ha intentato causa al Teatro La Fenice e dichiarato chiaro e tondo: ‘Questa destra aveva bisogno della mia faccia pulita e mi ha utilizzata e poi buttata via’. E’ anche salita sulla magnifica terrazza sopra il palazzo e si è seduta proprio al primo tavolo riservato agli ospiti d’onore, per il notevole buffet che segue ogni premiazione: sorridente e ammiratissima, non si è quasi mai mossa dal posto accanto al Presidente Pietrangelo Buttafuoco.

In quanto a smarcarsi dai suoi ex Fratelli d’Italia ormai va via sereno, il giornalista-scrittore d’origine siciliana: ha entusiasticamente partecipato a una premiazione caratterizzata dalla presenza per il Leone d’Oro alla carriera della sua conterranea Emma Dante, alla quale si è rivolto con un amichevole tu. L’illustre regista, peraltro alquanto profilata politicamente sul fronte progressista, è un’orgogliosa donna femminista dichiarata (come ha sottolineato con una battuta anti-patriarcale alla fine del suo discorso), per così dire un po’ agli antipodi della direttrice-vamp che le dava le spalle dal primo tavolo del buffet. Chissà, se non la stessa Dante magari qualcuno della sua pugnace Sud Costa Occidentale avrà pure messo all’occhiello qualche settimana fa la spilletta con la chiave di violino che gli orchestrali della Fenice hanno coniato per la lotta contro la nomina della Venezi.