Il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, è stato interrogato a Campobasso nell’inchiesta sulle due donne morte per avvelenamento da ricina. La squadra mobile cerca di ricostruire i rapporti personali e istituzionali dei familiari in attesa delle perizie disposte dal Tribunale.
Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
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Continuano gli interrogatori della cerchia di conoscenti e persone vicine alla famiglia Di Ielsi-Di Vita per ricostruire le ultime ore di Antonella e di sua figlia Sara, morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025 per un sospetto avvelenamento da ricina. L'ultimo ascoltato dagli agenti della squadra mobile di Campobasso è Antonio Tomassone, sindaco di Pietracatella, la città in cui la famiglia viveva, e soprattutto dove Gianni Di Vita aveva ricoperto la carica di consigliere comunale di maggioranza.
Tomassone è stato rieletto durante la recente tornata elettorale, la stessa a cui Di Vita ha deciso di non prendere parte. A unire i due è la militanza politica nel Partito Democratico molisano di cui Tomassone fino al 2024 è stato membro della segreteria regionale, mentre alle ultime elezioni si è presentato a guida di una lista civica di centro-sinistra. Anche Gianni Di Vita ha ricoperto incarichi ufficiali nel partito ed è stato a sua volta sindaco di Pietracatella per dieci anni, mentre dal 2020 ne è stato consigliere di maggioranza fino alla tragedia che ha coinvolto la moglie Antonella e la figlia Sara. Il legame con la sezione locale del Partito Democratico riguarda anche Vittorino Facciolla, avvocato di Di Vita e consigliere regionale del Molise eletto con il centro-sinistra. Tomassone è stato sentito per circa due ore e, secondo quanto riporta l'Ansa, è stato convocato come persona informata sui fatti proprio in ragione della conoscenza personale e dei rapporti istituzionali intrattenuti negli anni con Di Vita. Da tempo, infatti, gli investigatori stanno cercando di ricostruire la cerchia di persone che gravitavano attorno alla famiglia per risolvere il giallo dell'avvelenamento della 15enne Sara e di sua madre Antonella.







