Si ricomincia dal sindaco. Alle prese con il giallo delle avvelenate, gli investigatori della squadra mobile di Campobasso non si concedono nessun giorno di pausa e questa mattina hanno ripreso gli interrogatori nell'ambito dell'indagine per far luce sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara, avvelenate con la ricina.
Il sindaco in questura
Questa mattina il primo ad entrare negli uffici della questura è stato il sindaco di Pietracatella Antonio Tomassone, appena rieletto alla guida dell'amministrazione del piccolo paese molisano di cui ormai molti anni fa è stato sindaco anche Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne morte.
L’attività politica
Tomassone è anche un amico personale di Di Vita, i due hanno un passato di attività politica in comune e probabilmente gli investigatori, seppure convinti che l'autore dell'omicidio vada cercato in ambito familiare, vogliono capire bene se nella vecchia attività di sindaco di Di Vita possa celarsi qualche motivo di risentimento contro di lui. Cosa che il sindaco Antonio Tomassone ha sempre negato possa essere alla base di un gesto così grave come l'avvelenamento di madre e figlia.









