Pubblicato il: 12/06/2026 – 17:02
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME L’abisso tra la Calabria e la Sicilia orientale. Dentro, un vasto e organizzato traffico di droga, come già documentato in tante altre operazioni recenti. Perché il filo che collega le due regioni non è uno solo e, soprattutto, pare non finire mai. L’ultima operazione, denominata appunto “Abisso”, ne è la prova tangibile, almeno in questa fase preliminare. I numeri dell’operazione della Guardia di Finanza di Catania lo certificano: nel corso delle attività sono stati eseguiti diversi sequestri di stupefacenti in più fasi, per un totale di circa 25 chilogrammi tra cocaina, hashish e marijuana, con l’arresto in flagranza di quattro persone. In tutto sono 15 gli arresti nelle province di Catania, Cosenza, Lecce, Prato, Reggio Calabria e Siracusa, oltre che a Malta, dove è stato emesso un mandato di arresto europeo.
Sicilia-Calabria
Ma nelle carte dell’ordinanza firmata dal gip di Catania Anna Maria Castaldi, emerge un presunto canale di approvvigionamento che avrebbe portato il gruppo criminale investigato a guardare verso la Calabria, e in particolare verso la Locride, per reperire partite di stupefacente da immettere nei circuiti di vendita tra Sicilia e Malta. Tra gli indagati, infatti, figurano due calabresi: Giuseppe Curciarello, nato a Locri e residente a Siderno, e Antonio Scartò, detto “Paco”, nato a Siderno e residente a Caulonia, entrambi indicati in relazione al capo d’imputazione legato al tentativo di importare quasi due tonnellate di cocaina lasciate in mare. Gli inquirenti della Dda di Catania, nel corso delle indagini, avrebbero ricostruito una serie di contatti tra gli esponenti del gruppo che avrebbe agito al fine di agevolare l’associazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi e avrebbe rifornito di droga il gruppo “Borgata” del clan Santa Panagia di Siracusa, e alcuni calabresi.















