Sommo. Dopo tre giorni di attesa e tre notti trascorse a bordo del suo camion impantanato nelle campagne tra Sommo e Zinasco, per l’autista lituano si è finalmente chiusa con un lieto fine una vicenda che aveva assunto contorni sempre più surreali. Nel pomeriggio dell’11 giugno, infatti, l’azienda incaricata del recupero è riuscita ad accedere al fondo agricolo necessario per le operazioni e, sotto il coordinamento delle autorità con i carabinieri in posto, ha rimosso il mezzo pesante, ponendo fine a una situazione che teneva con il fiato sospeso amministrazione comunale, forze dell’ordine e residenti della zona.

Tutto era iniziato tre giorni prima, quando il camion, carico di mangime per animali, aveva abbandonato il percorso principale seguendo le indicazioni del navigatore satellitare. Il buio della sera e la scarsa conoscenza del territorio avevano fatto il resto. Convinto di percorrere una strada utile per raggiungere la destinazione, il conducente si era addentrato nella rete di strade agricole che attraversano la campagna pavese, fino a ritrovarsi in un tratto di terreno inadatto al passaggio di un autoarticolato. Nel giro di pochi metri le ruote avevano ceduto al fango e il mezzo era rimasto bloccato a ridosso di una risaia. Da quel momento era iniziata una lunga attesa. Il camionista, impossibilitato a riprendere il viaggio e preoccupato per il carico trasportato, aveva trascorso tre notti consecutive nella cabina del tir, sorvegliando il mezzo in attesa di una soluzione.Il problema, infatti, non era soltanto recuperare il camion, ma riuscire a raggiungerlo. Per liberarlo servivano gru e mezzi specializzati, costretti però a transitare da un terreno privato confinante. Un passaggio che inizialmente il proprietario del fondo non aveva autorizzato, bloccando di fatto ogni intervento. Si sono così susseguiti contatti, mediazioni e sopralluoghi. Le forze dell’ordine hanno seguito la vicenda passo dopo passo, mentre il Comune ha cercato una soluzione condivisa che consentisse di sbloccare la situazione senza arrivare a provvedimenti più drastici. La sindaca di Paola Ferrari aveva anche prospettato la possibilità di un’ordinanza qualora non fosse stato raggiunto un accordo, sottolineando come la permanenza del mezzo in quella posizione potesse rappresentare un potenziale rischio ambientale per la vicinanza di fossi e corsi d’acqua. Alla fine, però, il dialogo ha prevalso. Nel pomeriggio dell’11 giugno il proprietario del terreno ha dato il proprio assenso all’accesso e l’azienda di recupero, accompagnata dai carabinieri, ha potuto entrare nel fondo agricolo e avviare le operazioni. Dopo alcune manovre il camion è stato estratto dal fango e riportato in sicurezza. Per il camionista lituano, dopo tre notti trascorse a vegliare sul proprio tir in mezzo ai campi, è arrivato finalmente il momento di rimettersi in viaggio.