Ci sono voluti 30 anni dalla diffusione di Internet in Italia, l’arrivo dei social, la pressione dell’intelligenza artificiale per trasformare quella che nei decenni scorsi è stata solo una divisione interna dagli andamenti altalenanti in una società autonoma e operativa, focalizzata su innovazione e tecnologia: Mondadori Digital, che dopo essere stata presentata a fine 2025 con la guida di Andrea Santagata (qui puoi leggere il comunicato di lancio), adesso ha esposto le sue linee strategiche di sviluppo.Si tratta di una riorganizzazione interna che – mettendo in evidenza gli asset digitali – rappresenta in qualche modo a livello di governance una presa di coscienza del mondo nuovo, quando di quello vecchio nel perimetro del Gruppo guidato da Antonio Porro, se si escludono i libri vista la progressiva riduzione dei periodici di carta, è rimasto poco.Mondadori Digital formalizza un portafoglio di acquisizioni già esistente, in un momento in cui le condizioni di mercato (dominio delle piattaforme globali, margini pubblicitari in calo) rendono il progetto di “primo grande player digitale italiano” strutturalmente ambizioso. I ricavi proforma dichiarati (104 milioni) sono modesti rispetto alla dimensione del Gruppo, che ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 931,5 milioni di euro, registrando un lieve calo dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Quindi, si sta parlando di poco più del 10%.Ma, è proprio guardando a questi dati, che Mondadori Digital diventa ancora più interessante per l narrativa di Segrate: è l’unica area con prospettive di crescita esplicite, con più di 20 milioni di EBITDA, mentre i libri (che reggono) cominciano a mostrare qualche segnale di contrazione e i periodici sono in continuo calo. Non a caso Santagata mantiene l’incarico di Chief Innovation Officer: facile prevedere che la nuova società sarà quella in cui si scaricheranno i risultati del lavoro fatto con l’acceleratore e il venture builder PLAI. Oltre i dati economici, la creazione di Mondadori Digital rappresenta un nuovo, evidente segnale della trasformazione di una industry, l’editoria dei giornali e dei media tradizionali, che da decenni vede costantemente scendere ricavi e rilevanza con inevitabili impatti sui business model, in Italia e nel mondo. Mondadori Digital, in qualche modo, è il tentativo di risolvere un problema storico dell’editoria, in particolare di quella periodica (discorso diverso vale per i quotidiani che hanno preso altre strade). Le testate tradizionali hanno costruito brand fortissimi, ma non sempre sono riuscite a trasformarli in asset digitali scalabili. Adesso c’è un grande editore, un leader di mercato, che cerca di farlo partendo non dalle testate generaliste, ma da ciò che nel digitale ha già dimostrato di funzionare: community verticali, creator economy, dati proprietari, piattaforme specializzate e tecnologie di marketingIndice degli argomenti
Le strategie di Mondadori Digital e il difficile rapporto editoria-digitale - Economyup
Mondadori Digital ha un obiettivo ambizioso: diventare il primo media player digitale italiano mediante acquisizioni, AI e internazionalizzazione.








