Arezzo, 12 giugno 2026 – L’export della provincia di Arezzo nel primo trimestre 2026. Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni della provincia di Arezzo hanno registrato un valore complessivo di 7 miliardi e 574 milioni di euro, che corrisponde a un incremento del 92,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il dato si era fermato a poco più di 3,9 miliardi di euro. La variazione positiva generale è trainata quasi interamente dal settore dei metalli preziosi, che ha fatto registrare una crescita del 237,7%, passando da 1,8 miliardi a quasi 6,1 miliardi di euro. Di contro, il comparto della gioielleria e della bigiotteria mostra una contrazione del 49,4%, fermando l'export a 720,6 milioni di euro. Questa flessione risente delle tensioni geopolitiche internazionali e della volatilità del prezzo dell'oro. Nei primi tre mesi dell’anno, la quotazione media del metallo prezioso ha segnato un rincaro del +53% in euro e del +70 % in dollari rispetto allo stesso periodo del 2025. Per quanto concerne i mercati di destinazione, il distretto aretino vede il fronte ridimensionamento di alcuni storici canali asiatici.
Al primo posto per valore si confermano gli Emirati Arabi Uniti che, registrano una flessione del -39,0%, con un valore di 127,2 milioni di euro. Ovviamente i successivi trimestri saranno pesantemente influenzati dal conflitto tra Usa e Israele contro l’Iran scoppiato lo scorso 28 febbraio. Segue la Turchia, che si attesta a 116 milioni di euro con un incremento del +9,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, risultando comunque lontanissima dai valori del primo trimestre 2024 quando le esportazioni, soprattutto di semilavorati, avevano superato il miliardo e 100 milioni di euro. Al terzo posto si posizionano gli Stati Uniti, che raggiungono gli 80milioni di euro con una crescita del +5,8%. Poco sotto si colloca la Francia, mercato verso il quale le esportazioni aretine sono aumentate del +8,9%, portandosi a un valore di 59 milioni di euro. Infine, si rileva il posizionamento di Hong Kong che, dopo i volumi registrati nei primi tre mesi dello scorso anno, evidenzia un calo del -92,1 %, scendendo a un valore complessivo di 52 milioni di euro.













