Invece di ammettere il fallimento delle politiche migratorie si accusa di razzismo un'intera civiltà per mero calcolo elettorale

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Lunedì sera 8 giugno 2026, a nord di Belfast, un uomo sulla quarantina è stato aggredito con un coltello da cucina da un sudanese sulla trentina. Ferite gravissime agli occhi (uno perduto), al viso, al collo e alla schiena. Un video che ha fatto il giro del mondo mostra l’aggressore che colpisce ripetutamente la vittima a terra finché alcuni passanti, uno con un bastone da hurling, non riescono a fermarlo. La polizia ha arrestato il sospettato con l’accusa di tentato omicidio.

Non è terrorismo, ma una brutalità che ha lasciato l’Irlanda del Nord sotto shock e ha acceso proteste.

Questo episodio non è un’anomalia. È l’ennesima conferma di un problema che una parte della classe dirigente occidentale – soprattutto la sinistra, certi media e una certa intellighenzia – si ostina a negare o a ribaltare.