È il gioco che più identifica e appassiona il paese, lo hanno dominato per quasi un secolo ma da venti anni faticano a sfornare i maestri del passato. La Federazione internazionale, guidata dal russo Dvorkovich, annuncia la sospensione per 3 anni dalle competizioni internazionali, dopo una sentenza del Tas a favore dell'Ucraina. C'è però anche una possibile contromossa...
Se c'è un mondo in cui la Federazione russa è ancora una superpotenza, è quello degli scacchi. Se c'è una passione che identifica il popolo russo è proprio per gli scacchi, che hanno profondamente segnato la storia nazionale per diversi secoli: la passione popolare osteggiata dagli zar (la messa al bando di Ivan il Terribile è del 1551) e dalla chiesa ortodossa; lo strumento di propaganda dalla Rivoluzione bolscevica che lo trasformò in gioco di massa; la “febbre scacchistica” scoppiata negli anni Venti del Novecento (nel 1925 Alexander Ilyin-Genevsky sconfigge l'americano José Raúl Capablanca e dà un fortissimo slancio), che li trasforma in forma di educazione e orgoglio nazionale; il soft power dei grandi maestri dominatori dell'era sovietica, da Mikhail Botvinnik a Boris...











