Il 20 giugno 2023 la Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza presentavano la Strategia europea per la sicurezza economica, la prima nella storia del blocco comunitario. Il documento seguiva di poche settimane l’inserimento del termine “economic security” nel comunicato finale del G7 di Hiroshima. Da allora, la Commissione ha aggiornato il suo approccio il 3 dicembre scorso, mentre il contesto internazionale è continuato a mutare rapidamente: cambi di governo in tutti i Paesi del G7 tranne uno, elezioni altamente polarizzanti, crescenti tensioni commerciali tra le tre maggiori economie mondiali e conflitti armati in snodi chiave delle rotte marittime internazionali. Il tema si è fatto, però, sempre più pressante, tanto da essere al centro dell’agenda dell’imminente vertice del G7 francese di Évian.

Le ragioni di questa attenzione da parte dei maggiori Paesi europei vanno individuate nel rapporto economico sempre più sbilanciato tra l’UE e la Cina. Questo ha rappresentato il fattore numero uno alla base dell’elaborazione della Strategia e delle azioni di de-risking da parte di Bruxelles, anche sulla scia delle misure adottate dall’amministrazione Biden nei confronti di Pechino. Inoltre, l’ascesa industriale e tecnologica del Paese asiatico è stata anche tra i maggiori inneschi delle riflessioni sul futuro del Mercato unico e della competitività dell’UE contenute nei rapporti Letta e Draghi.