Genova – Il primo Pride della Liguria, in questo 2026, c’è già stato. È stato anche il primo Pride d’Italia, quello che convenzionalmente dà il via alla stagione dell’orgoglio in tutto il Paese: è la parata di Sanremo, la Stonewall italiana da cui nacque il movimento di liberazione nazionale. Si è svolta lo scorso 11 aprile nella Città dei Fiori, con madrina l’attivista e drag queen Priscilla.
Lo scorso weekend è stata invece la volta del Pride della Spezia, che ha portato nelle strade della città circa cinquemila persone. Domani tocca al Liguria Pride di Genova, organizzato dal coordinamento Liguria Rainbow.
Il manifesto del Liguria Pride Il tema di questa edizione è “Quella volta che la paura era dappertutto. E ci ripensammo tempesta”. Dopo il ricco calendario di eventi del Liguria Pride Village, con epicentro ai Giardini Luzzati, domani sarà la volta della sfilata per le vie della città. Alle 15.30 è attesa anche la sindaca Silvia Salis.
La sindaca Salis all'ultimo Liguria Pride (foto Pambianchi)
«Il tema che abbiamo scelto per questo Liguria Pride 2026 è lungo e narrativo. Allo stesso modo, il manifesto politico non poteva che essere ampio e articolato. Partiamo dal bisogno di nominare le paure che ci attraversano e ci immobilizzano, perché riconoscerle sia il primo passo per collettivizzarle e aiutarci a uscire dall’isolamento, riscoprendo la forza dei nostri immaginari queer e transfemministi – ha spiegato il coordinamento - Immaginari che dipingono il futuro a cui aspiriamo, plasmato sui nostri desideri di autodeterminazione, sorellanza e cura. Un futuro che, a ben guardare, è già parte del nostro presente: con le nostre pratiche, infatti, stiamo già scardinando l’ordine delle cose. Dobbiamo solo ritrovarne la consapevolezza e, insieme, ripensarci tempesta».









