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Marco Travaglio non usa mezzi termini. Ospite di “Otto e Mezzo”, il programma condotto da Lilli Gruber su La7, il direttore de “Il Fatto Quotidiano” ha commentato con il consueto sarcasmo le ultime uscite di Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega e leader del movimento politico che porta il suo nome. Il punto di partenza è la dichiarazione di Vannacci secondo cui gli omosessuali non avrebbero “nessun diritto da accampare”, affermazione che Gruber ha definito “abbastanza scioccante”. Travaglio non si è sottratto al giudizio: “Ti sciocca esattamente come quando vai al bar e c'è il disadattato al quinto grappino che dice le stesse cose, con l'aggravante che Vannacci è Europarlamentare e che è un leader di un partito”.
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Detto questo, il direttore ha ridimensionato l'impatto elettorale delle dichiarazioni del generale: “Non credo che le elezioni si giocheranno su questo. Se lui pensa di convincere gli italiani a votarlo perché il loro principale problema è che i gay oltre a guidare la macchina vorrebbero anche degli altri diritti, credo che ne prenderà pochi di voti”. Secondo Travaglio, l'agenda reale degli italiani è altrove. “I problemi degli italiani in questo momento non sono più neanche quelli dell'immigrazione, perché sono stati scavalcati da altre urgenze, sociali, salariali. C'è un problema di redistribuzione, di diseguaglianze. C'è la gente che urla: smettetela di comprare armi e di mandare armi all'Ucraina, occupatevi di sanità, di scuola, di investimenti, di creare posti di lavoro”.














