Sono ore convulse per Byoblu, l’emittente che si autodefinisce “la TV dei cittadini“. Dalla festa nazionale della “liberazione dei media” celebrata solo il 25 aprile scorso ora la società benefit con oltre 3.100 soci, entrati nell’autunno del 2025, pare a un passo dal rischio del collasso finanziario.
La crisi di Byoblu è precipitata dopo l’annuncio dello scontro aperto tra la redazione e il fondatore Claudio Messora. Dal 5 giugno i giornalisti denunciano di non potere lavorare per il blocco degli accessi al sito internet e ai profili social della testata. In una nota ufficiale, la redazione lamenta la perdita di migliaia di articoli e inchieste, sostituiti dal nuovo progetto “Byoblu 3.0“, un blog che farebbe uso estensivo dell’intelligenza artificiale in sostituzione del lavoro umano, in contraddizione con le posizioni sempre enunciate da Messora. I giornalisti dichiarano di essere stati di fatto abbandonati senza certezze sul proprio futuro né accesso ai propri lavori d’archivio, mentre Messora ha rimosso ogni riferimento alla testata registrata dal sito, presentandolo ora come un blog personale. Il tutto mentre molti della quarantina di dipendenti lamentano di non aver ancora riscosso il proprio stipendio di maggio.








