"La trasmissione di Giletti non dava più i risultati sperati. Chiudendola anticipatamente abbiamo risparmiato un milione e mezzo". L’editore di La7, Urbano Cairo, ha spiegato così la decisione di interrompere, nell’aprile del 2023, “Non è l’Arena“, il programma dove era stato ospite Salvatore Baiardo, oggi imputato di calunnia aggravata dal favoreggiamento di Cosa nostra nei confronti del giornalista e dell’ex sindaco di Cesara Giancarlo Ricca. Cairo ha smentito di aver esercitato pressioni su Giletti affinché questi, dopo le ospitate di Baiardo, incontrasse Silvio Berlusconi. "Gli proposi di fissare un incontro per fargli un’intervista, visto che lo stesso Giletti più volte in passato me l’aveva suggerita". Ma Cairo “anticipa“ questo proposito al gennaio di quell’anno ("dopo una cena del 15 febbraio non l’ho più incontrato") e non al mese di marzo quando invece Giletti ebbe un colloquio con il pm antimafia Nino Di Matteo. "Aveva riferito alla procura di Firenze, come gli avevo consigliato, di aver visto di sfuggita da Baiardo una vecchia Polaroid in cui aveva riconosciuto un giovane Berlusconi con due persone, che Baiardo gli disse fossero il generale Delfino, che quindi riconobbe, e Giuseppe Graviano - ha detto Di Matteo sentito come testimone -. Era preoccupato perché pensava che Berlusconi già sapesse delle sue dichiarazioni. Mi riferì che avrebbe detto a Cairo ’Ma cosa sta combinando Giletti?’". Cairo ha smentito anche questo. Ha parlato però di aver ricevuto un messaggio da Paolo Berlusconi: "Vergognatevi", gli scrisse il fratello dell’ex premier dopo la puntata in cui Baiardo aveva parlato di un suo incontro con Paolo Berlusconi nella sede de il Giornale. "Gli risposi: ’non ti permettere, i miei conduttori sono liberi’".
"Chiusi Giletti per risparmiare 1,5 milioni. Risposi a Paolo Berlusconi: noi siamo liberi"
FIRENZE "La trasmissione di Giletti non dava più i risultati sperati. Chiudendola anticipatamente abbiamo risparmiato un milione e mezzo". L’editore di...






