L'evento sportivo più atteso

Ruben Caivano

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Police block an avenue to prevent protesting teachers from marching to the stadium that will host the opening match of the FIFA World Cup in Mexico City, Tuesday, June 9, 2026. (AP Photo/Eduardo Verdugo)

I Mondiali di calcio hanno già trovato la loro sorpresa: non si tratta di piccole nazionali capaci di stupire il mondo con i loro giocatori semisconosciuti, come l’Uruguay nel Mondiale del 2010 o il Marocco all’ultima edizione in Qatar, che arrivarono inaspettatamente alle fasi finali del torneo. La vera sorpresa è Trump. The Donald è entrato ormai da mesi a gamba tesa nell’organizzazione dell’evento più visto del pianeta e, dal momento che si è trattato dell’esclusione dell’Iran, i Mondiali hanno perso molto della loro dimensione sportiva per assumerne una più politica. Parliamoci chiaro: ogni evento è una vetrina per il leader del Paese ospitante. Lo è stato per Putin con i Mondiali nel 2018, con milioni di tifosi giunti in Russia che hanno ammirato la nuova potenza della madre Russia. Lo stesso è avvenuto nell’ultima Coppa del Mondo alzata da Messi. Con i suoi mega stadi costruiti nel deserto, il Qatar si è affermato a tutti gli effetti come un nuovo attore geopolitico. La prova è il ruolo mediatore nella guerra a Gaza tra Israele e Hamas. Certo, non è una conseguenza diretta, ma l’immagine in questo periodo storico è tutto, e al tycoon sembra non interessare.