“Lei non ha raddrizzato la schiena dalla posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e Trump, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda!”. Trascrivo l’insulto che ieri alla Camera il Cinque Stelle Silvestri ha rivolto al presidente del Consiglio perché credo che sia necessario dire forte e chiaro alcune cose scomode. La prima: Il Presidente del Consiglio è donna. Ha scelto di usare il maschile per definire il suo ruolo, ma resta una donna. Il deputato Cinque Stelle Silvestri è un uomo. L’insulto che ho trascritto non è stato rivolto al Premier, ma alla donna.
E lo dimostro.
L’insulto, contenuto nel periodo coordinato che è uscito dalle labbra del Silvestri uomo, contiene tutto il background del maschilismo più orrido e più intollerabile. L’aggettivo “supina” descrive una posizione distesa a faccia in sù. Ma se lo usi, rivolgendoti a una donna, nella frase prima di quella in cui parli di “indossare ginocchiere”, il rimando per chiunque ascolti non è alla fisica dei corpi, ma alle posizioni sessuali. Cioè: per esprimere il proprio dissenso nei confronti della politica estera della presidente Meloni, il deputato Cinque Stelle Silvestri ha pensato bene di rimetterla al suo posto. Nel posto che spetta alle donne, secondo lui: supine e in ginocchio davanti ai maschi.










