di
Stefano Bucci
Il pittore britannico è scomparso l'11 giugno a 88 anni. Grande maestro dell’«arte tradizionale», alla soglia dei suoi primi ottant’anni aveva deciso di re-imparare a dipingere, trasformando le sue app in tavolozze piene di colori e gli schermi di iPad e telefoni cellulari in tele da riempire
Ottantanove anni che avrebbe compiuto il 9 luglio. E una salute, da sempre, ballerina. Colpa anche di una vita piena di eccessi (verrebbe quasi di dire all’insegna di «sex and drugs and rock and roll»): è scomparso l'11 giugno. Quella di David Hockney, grande maestro della Pop Art, non è mai stata però una morte annunciata, perché quest’uomo piccolo con lo sguardo azzurro chiaro da bambino molto dispettoso accentuato dalle lenti degli occhiali rotondi, un ciuffo ancora folto di capelli (alla fine bianchi, un tempo biondi) ha sempre voluto raccontare per immagini (fino all’ultimo, fino alle tavolozze coloratissime con cui riempiva App, iPad e schermi di cellulari) un mondo pieno di vitalità, di desiderio, di sorprese. Tanto che in uno dei suoi più recenti dipinti (Less is Known than People Think del 2024) Hockney si era permesso di mixare astronomia, storia, geografia e spiritualità.










