Tra alleanze e veti: ma serve un nome condiviso

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I nomi per negoziare con Mosca non sono ancora stati proposti ufficialmente, ma tre personalità risultano in pole position. E altre figure fanno da comparse attorno al negoziato per uscire dal tunnel della guerra in Ucraina. Giorgia Meloni ha dichiarato, ieri, alla Camera, che l'Unione europea deve "individuare chi possa rappresentare gli interessi europei () una figura autorevole, investita della fiducia degli Stati membri".E da Palazzo Chigi confermano che "pure non indicando il nome tornerà ad insistere sull'Europa con una voce sola, rappresentata da un negoziatore" al prossimo Consiglio Ue del 18 e 19 giugno. Nella terna dei candidati più forti spicca il presidente finlandese Alexander Stubb seguito dalla dama di ferro tedesca, Angela Merkel e dall'ex premier italiano Mario Draghi. La Finlandia ha 1300 chilometri di frontiera con la Federazione russa ed è entrata nella Nato dopo l'invasione dell'Ucraina. Oltre ad avere combattuto la durissima guerra d'inverno contro Stalin fra il 1939 e 1940. Il paese del Nord, però, si è ritagliato il ruolo di "cuscinetto" durante al guerra fredda e Stubb potrebbe essere un buon mediatore. In passato ha fatto parte del gabinetto di Romano Prodi, quando era presidente della Commissione europea, ma come ha dichiarato con "Giorgia Meloni c'è chimica anche se abbiamo idee diverse". Pure l'ex presidente finlandese, Sauli Niinistö, che conosce bene i dossier della sicurezza sul fronte orientale, è una possibile alternativa.