Roma, 13 giu. (askanews) – Un mediatore “autorevole” che rappresenti l’Europa, tutta l’Europa, nel rapporto con la Russia per cercare di trovare una soluzione al conflitto in Ucraina. E’ questa la “mossa” che Giorgia Meloni mette in campo per cercare di prendere il pallino dei giochi dopo l’irritazione (e le critiche ricevute in Italia) a seguito delle iniziative che hanno visto in campo il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer: l’attivismo dietro le quinte prima e durante il vertice di Tivat – con Meloni assente – poi l’incontro con Volodymyr Zelensky a Londra, infine, l’11, la visita degli ambasciatori dei tre Paesi a Mosca.
La premier ha lanciato, o meglio rilanciato, l’11 giugno la sua proposta nelle comunicazioni di rito alla Camera e al Senato in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, che sarà preceduto dal vertice G7 di Evian, su cui pesa, naturalmente, lo “spettro” di Donald Trump. Nel suo intervento Meloni è partita proprio dall’Ucraina, dando al tema uno spazio particolarmente rilevante. Segno di quanto, le iniziative dei partner, abbiano fatto scattare un “allarme” al piano nobile di Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio.












