A vuoto i richiami alla calma: ieri 12 agenti feriti, 16 arresti. Starmer: "Violenza ingiustificata"

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Agenti pronti a sparare con i cannoni ad acqua dopo il terzo giorno di violenze scoppiate a Belfast in seguito alla feroce aggressione di un operatore sanitario da parte di un richiedente asilo sudanese. Lunedì sera, Hadi Alodid, di trent'anni, aveva infatti tentato di decapitare Stephen Ogilvie. A bloccare l'aggressore erano intervenuti dei passanti prima che gli agenti lo arrestassero, ma la vittima ha comunque perso un occhio a causa del brutale attacco. Il caso ha sollevato un forte dibattito politico perché Alodid era arrivato dal Sudan nel 2023 via Parigi, giungendo a Belfast con un autobus preso a Dublino. L'asilo gli era stato concesso con un processo accelerato che non prevedeva alcuna intervista e aveva il permesso di rimanere fino al 2028. I disordini sono scoppiati rapidamente dopo che il video di Alodid che pugnalava Ogilvie, urlando in arabo, aveva fatto il giro del web. Decine di uomini mascherati avevano invaso le strade della città, provocando incendi, bruciando veicoli e case dove abitano immigrati, non risparmiando neppure una automobile della polizia. Sui social media i soliti difensori dei diritti dei residenti come Elon Musk e Tommy Robinson utilizzavano la ben nota narrativa della violenza collegata all'accoglienza indiscriminata invitando la comunità ad agire visto che la polizia rimaneva immobile.