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Paolo Tomaselli, inviato a East Rutherford

Stasera alle 21 la sfida con la Nazionale che ci ha eliminato, lettera di Dzeko ai bambini del suo Paese

Se ancora ci chiediamo come la , piccola Bosnia sia riuscita ad eliminare gli azzurri nel playoff del 31 marzo forse bisognerebbe leggere la «lettera ai bambini del mio Paese» che ieri il 40enne Edin Dzeko, a poche ore dal suo ritorno al Mondiale, ha diffuso attraverso la piattaforma «The Player’s tribune». Un racconto toccante ma senza retorica della sua vita a sei anni, quando iniziò l’assedio di Sarajevo: «Quattro anni nei quali il Monopoly prima e poi il pallone, pur con il rischio dei cecchini, era l’unica cosa che non ci faceva pensare alla guerra». Oggi la Bosnia debutta al Mondiale in casa del Canada, per modo di dire: a St Louis per l’ultima amichevole con Panama i bosniaci d’America erano quarantamila, stasera saranno circa trentamila. Gli altri saranno sparsi per la città: anche nella biblioteca della moschea è stato piazzato un maxischermo. In campo però i tifosi non ci vanno, Dzeko è acciaccato, così come Tabakovic, autore del pareggio che ha costretto l’Italia di Gattuso a giocarsela ai rigori. E infatti per i bookmaker il rampante Canada di David e Davies è favorito: «Ma niente è impossibile, ricordatevelo sempre» scrive Dzeko nella sua lettera, parlando anche ai compagni.Oggi poteva essere il giorno del debutto degli azzurri, dodici anni dopo l’ultima volta.