Stasera a Toronto Canada-Bosnia, il nostro esordio mancato. Noi alla terza mancata qualificazione di fila, i nordamericani alla terza partecipazione
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Potevamo esserci noi. Dovevamo esserci noi, a dire il vero perché la finale con la Bosnia anche se disputata in terreno ostile, a Zenica, uno stadiolo di periferia, non era propriamente una impresa impossibile. Lì invece è finita l'avventura di Rino Gattuso ct oggi tornato sulla scena con l'ardua ambizione di rilanciare la Lazio triste e abbandonata dai suoi tifosi. Lì è finita la speranza di recuperare un posto al mondiale retrocedendo per la terza volta di fila nell'anonimato di questa malinconica estate calcistica. Non ci saremo questa sera al Toronto stadium nella partita che apre il sipario sul girone B tra Canada e Bosnia appunto, i nostri rivali partiti per l'America al posto degli azzurri piegati quella triste notte ai rigori dopo l'1 a 1 guadagnato sul campo. È la grande occasione per i Canucks di celebrare la terza partecipazione al mondiale rincorrendo subito il primo risultato positivo visti i precedenti poco onorevoli (Messico '86 e Qatar '22). Jessie Marsch, il ct, non fa mistero della sua ambizione, sbarcare agli ottavi, e punta tutto su Jonathan David, il misterioso centravanti arrivato l'estate scorsa alla Juve con le promesse di un bomber doc e invece finito nel retrobottega dello spogliatoio guidato da Spalletti. Per un centravanti i numeri raccontano quasi tutto. Nella Juve il suo bilancio stagionale è modesto: 8 gol in 46 presenze complessive. Nella nazionale del suo paese invece la tendenza è molto positiva (39 gol in 77 presenze). Può una maglia diversa, un clima di fiducia totale, avere un paese intero alle spalle che spinge cambiare il destino di David? Sarà la prima interessante risposta attesa da Spalletti e dalla nuova Juve innanzitutto. L'altro osservato speciale è Ismael Koné, 23 anni, ivoriano naturalizzato canadese, centrocampista del Sassuolo arrivato dal Rennes e già finito sotto osservazione da parte di Inter e Milan.








