Dopo che l’attaccante di riserva Jovo Lukić ha insaccato di testa un calcio d’angolo al 21º minuto per la Bosnia-Erzegovina nella gara d’esordio ai Mondiali contro uno dei Paesi ospitanti, il Canada, venerdì, un piccolo ma vivace gruppo di tifosi bosniaci è esploso di gioia al Toronto Stadium.

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Questo Paese dei Balcani occidentali, circa 3 milioni di abitanti, aspettava con ansia questa partecipazione ai Mondiali: è soltanto la seconda dalla dichiarazione d’indipendenza dall’ex Jugoslavia nel 1992, che nel giro di poche settimane fece esplodere una sanguinosa guerra durata quattro anni. Il biglietto per il torneo è arrivato grazie all’impresa nei playoff europei, con l’eliminazione in casa dell’Italia, quattro volte campione del mondo, ai calci di rigore dopo una lotteria ad altissima tensione.

A migliaia di chilometri di distanza, travolti da un mare di tifosi canadesi vestiti di rosso nel maxi-stadio temporaneo sulle rive del lago Ontario – tra cui anche volti noti come Ryan Reynolds e Mike Myers – il gol di Lukić ha strappato lacrime di gioia ai tifosi bosniaci in maglia blu assiepati nei settori più alti delle tribune.

Schierato al posto della stella indiscussa in attacco, Edin Džeko, Lukić, che gioca in Romania con l’Universitatea Cluj, ha finalizzato un’azione corale dopo un avvio di gara vivacissimo. Sulla carta la Bosnia doveva recitare il ruolo della sfavorita destinata a infrangersi contro il Canada, che molti immaginavano in una comoda passerella.