Tra i tanti remake e reboot che forse pochi si aspettavano c'è probabilmente quello de La casa nella prateria. Eppure la serie originale, incentrata sulle avventure della tradizionalissima famiglia Ingalls nel Far West alla fine dell'Ottocento e andata in onda in origine tra il 1974 e il 1983, continua a essere replicata con successo ancora oggi, sostenendo gli ascolti di un canale come Twentyseven di Mediaset. Ma a quanto pare c'era bisogno di un “fresh start”, di un nuovo inizio come quello che cerca la rinnovata famiglia Ingalls nel trailer del reboot targato Netflix. La nuova produzione ha ora infatti anche una clip di anticipazione, che ci mostra i nuovi protagonisti (tra cui la coppia al centro della storia, interpretata da Luke Bracey e Alice Halsey) appena trasferiti nella minuscola cittadina di Independence, nel Kansas, dove non c'è nemmeno una scuola, per somma gioia delle loro figlie.La nuova serie sembra, seppur con stile e mezzi sicuramente più moderni, sembra voler preservare il nucleo tematico originario, con questi pionieri alle prese con la terra selvaggia, le fatiche di tutti i giorni, le malattie e… i lupi. Già nei libri di Laura Ingalls Wilder, che hanno ispirato l'intera saga fin dall'inizio, l'intento era quello di mostrare come la conquista del West portasse con sé un afflato universale proprio dello spirito americano più puro. “Mi sono profondamente innamorata dei libri quando avevo cinque anni”, ha dichiarato la showrunner Rebecca Sonnenshine (The Boys, Vampire Diaries): “Mi hanno ispirato a diventare una scrittrice e una filmmaker e sono emozionata e onorata di adattare queste storie per il nuovo pubblico globale di Netflix”.Certo fa riflettere che il nuovo corso de La casa nella prateria venga in un momento in cui gli Stati Uniti (ma anche il mondo) guardano a un passato idealizzato e idilliaco come modello di purezza e felicità contrapposto al caos, anche morale, del presente. Basti pensare al fenomeno delle trad wives, le giovani donne che fanno fortuna e soldi su TikTok mostrandosi come perfette casalinghe d'antan, tutte grembiuli cuciti a mano, mucche, marmellate homemade e cieca dedizione alla famiglia. Già all'annuncio lo scorso gennaio di questo reboot s'era acceso oltreoceano un forte dibattito, tra coloro che temevano una deriva “woke” di un titolo sulla carta così tradizionalista e chi invece sosteneva che già il telefilm originale fosse molto avanti, per esempio su temi come le donne, il razzismo, la questione dei Nativi Americani.E proprio in questo trailer c'è uno scambio di battute eloquente: “Non possono entrare in casa mia senza un invito", dice a un certo punto Mr. Ingalls riferendosi alle tribù di Nativi che s'intravedono in queste prime immagini, al che il interlocutore gli risponde: “Loro potrebbero dire la stessa cosa”. Altre innovazioni sono l'introduzione di personaggi BIPOC, come il Dr. George Tann interpretato da Jocko Sims. Dunque la nuova Casa sarà woke o progressista? Idealizzerà i cari vecchi valori della prateria o ne mostrerà le insanabili contraddizioni? Lo scopriremo forse solo quando la prima stagione debutterà su Netflix a partire dal prossimo 9 luglio.