Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha umiliato l’Italia in diretta TV con una battuta che riapre la ferita della nostra mancata qualificazione ai Mondiali, l’ennesima per la nazionale azzurra.
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Gianni Infantino non riesce a trattenersi e piazza in diretta TV la battuta beffarda sull'Italia in occasione della cerimonia inaugurale dei Mondiali 2026 a Città del Messico, a margine della partita che ha dato ufficialmente in via al torneo con la vittoria dei padroni di casa sul Sudafrica. Il presidente della FIFA viene intervistato dal canale brasiliano ‘CazéTV' e parla del format allargato della Coppa del Mondo, con la possibilità che venga ulteriormente ampliato in futuro. Ampliato al punto che anche noi italiani – sottinteso: così scarsi che non riusciamo a qualificarci da 12 anni alla fase finale di un Mondiale – potremmo forse farcela…
La battuta di Gianni Infantino sull'Italia ai Mondiali: "Forse con 208 squadre…" "Vediamo come andrà questa Coppa del Mondo con 48 squadre – attacca Infantino – È chiaro che è un evento enorme. Abbiamo già discusso di 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione della Coppa con 48 squadre. Forse l'Italia si qualificherebbe con 64 squadre… potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica". Un entusiasta Gianni Infantino sugli spalti di Città del Messico per la partita inaugurale dei Mondiali Parole sarcastiche (il Ranking FIFA per nazionali annovera 211 squadre…), accompagnate da una risatina, che mettono il dito nella piaga della mancata qualificazione della nazionale azzurra ai Mondiali, dopo aver perso ai rigori il match del playoff in Bosnia. E così, mentre l'assistere alle prime partite riapre la ferita di tutti i tifosi italiani, ci tocca anche incassare l'umiliazione pubblica da parte di Infantino, che peraltro da figlio di italiani (padre calabrese, madre lombarda) non ha certamente gioito per il flop della squadra di Gattuso, considerando anche il seguito della nostra nazionale rispetto ad altre che invece si sono qualificate.










