"Con 64 squadre forse si qualificherebbe l'Italia. Magari dovremmo arrivare a 228": la battuta, pungente più che ironica, del presidente della Fifa, Gianni Infantino, mette sale sulla ferita delle tre mancate qualificazioni consecutive alla fase finale dei Mondiali. Parole dette con il sorriso sulle labbra, ma che scatenano la rivolta social dei tifosi azzurri. E che hanno lasciato perplesso anche il ministro dello Sport italiano, Andrea Abodi. "Siccome la distanza tra Italia e Messico è ampia è meglio sentirsi al telefono per capire compatibilmente con i suoi impegni. Mi interessa sapere il suo pensiero diretto". Nel frattempo, la polemica politica si è già innescata con un duro attacco del deputato cinquestelle a Gaetano Amato al numero 1 della Fifa.
Un'uscita infelice: è questa la riflessione che si raccoglie in Figc, dopo le parole di Gianni Infantino sull'Italia, con l'ironia sulla necessità di un Mondiale a "64 squadra o forse a 228" perche' gli azzurri si qualifichino. "E' stata un'uscita infelice, una caduta di stile che ha ferito il sentimento dell'intera comunità sportiva italiana", e' la considerazione in ambienti della federcalcio, dove il presidente Gravina dimissionario resta in carica solo per gli atti indifferibili. Nella vittoria e nella sconfitta - concludono le fonti federali - il calcio insegna i valori "a cominciare dal rispetto"










