Roma, 12 giugno 2026 – La sanità italiana ha bisogno di riforme vere, non di nuovi modelli burocratici. Questa convinzione muove i propositi di Forza Italia, un partito liberale attento alla dimensione sociale, capace di mettere al centro i bisogni concreti delle persone, non l’autoreferenzialità delle strutture.

Ci differenziamo dalla sinistra anzitutto in termini culturali. Non riteniamo che il sistema sanitario debba partire dall’offerta pubblica come fine in sé, ma dalla domanda reale dei cittadini, dall’esigenza di accedere in tempi rapidi, vicino casa e con qualità adeguata ai servizi sanitari e sociosanitari del territorio.

Per questa ragione abbiamo sostenuto con convinzione che i medici di medicina generale debbano restare liberi professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, non per difendere lo status quo, ma perché trasformarli in dipendenti pubblici avrebbe rappresentato la peggiore risposta possibile a una crisi organizzativa profonda.

La vera sfida è far evolvere la medicina generale verso modelli associati e integrati, attraverso nuove convenzioni che garantiscano prossimità, reperibilità, assistenza domiciliare. Una medicina territoriale moderna deve poter contare su équipe multidisciplinari: infermieri, strumenti di telemedicina, personale dedicato alla diagnostica di primo livello e tecnologie diffuse sul territorio. In questo quadro, i distretti e le case di comunità possono svolgere una funzione importante di coordinamento, indirizzo e interazione con la specialistica, senza però trasformarsi nell’ennesimo livello burocratico.