Pubblicato il: 12/06/2026 – 9:27

LAMEZIA TERME Oggi, in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile l’UNICEF Italia presenta il 4° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”: tra il 2020 e il 2025, il numero di minorenni (15-17 anni) che lavorano in Italia è più che raddoppiato, passando da 35.505 a 81.565 unità. I settori predominanti per l’impiego minorile risultano essere il lavoro dipendente (esclusi operai agricoli e domestici) e il settore agricolo. Le posizioni che hanno mostrato incrementi maggiori nel periodo preso in esame sono: dipendenti (esclusi operai agricoli e domestici), collaboratori e professionisti della Gestione separata e gli operai agricoli (Lavoratori dipendenti e indipendenti minorenni 15-17 anni, Fonte INPS). Osservando la fascia di età entro i 19 anni il numero dei lavoratori è passato dalle 310.400 unità del 2021 alle 427.072 rilevate nel 2024, segnando un incremento complessivo del 37,6%. L’occupazione giovanile si concentra prevalentemente in alcune aree del Paese: la Lombardia guida la classifica con una media di 60.501 occupati, seguita da Veneto (39.138), Emilia-Romagna (34.202), Lazio (29.651) e Puglia (25.625). In Calabria sono stati censiti da Unicef 2.635 minorenni lavoratori nel 2025. Per quanto riguarda la distribuzione e l’incidenza del lavoro minorile (15-17 anni) in Italia nel 2025, incrociando i dati demografici ISTAT con le rilevazioni occupazionali INPS, la partecipazione dei giovanissimi alle attività produttive è estremamente diversificata sul territorio nazionale, registrando l’incidenza più elevata in Trentino-Alto Adige (22,54%), seguito dalla Valle d’Aosta (17,46%). Valori più contenuti si riscontrano in Abruzzo (8,19%), Marche (7,12%), Puglia (6,35%) e Molise (6,08%). Il Report 2026 esamina nel dettaglio il quinquennio 2020-2024, attraverso l’elaborazione di dati estratti dai principali database pubblici nazionali. Presenta un focus sui lavoratori minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni, analizzando, inoltre, dove possibile, anche i primi dati disponibili relativi al 2025; propone un’indagine strutturata sulla categoria di lavoratori entro i 19 anni di età; riporta i dati relativi alle denunce di infortunio totali e con esito mortale registrate tra i lavoratori entro i 19 anni di età nel quinquennio 2020-2024.