"Questo progetto nasce dopo una lunga e dettagliata analisi del corso dell’Arno e del suo comportamento durante una piena". Giovanni Massini, direttore della Direzione difesa del suolo e Protezione Civile della Regione Toscana, ci illustra come funzionerà la ’barriera’ salva-Firenze in caso di piene straordinarie del fiume che della città è – da sempre – croce e delizia. Direttore, come si sviluppa il progetto? "Partiamo dal Ponte Vecchio che è di fatto il punto più stretto e critico nella corsa del fiume in città. Ci passano, ’in pressione’ 3.500 metri cubi d’acqua al secondo in regime di piena". Cosa intendiamo in questo caso per piena? "Che oltre questa portata non c’è un filo d’aria sotto il ponte". Andiamo avanti. "Partendo da questo calcolo abbiamo valutato dove potenzialmente esce l’acqua a monte del ponte stesso, dall’ex teatro tenda in poi per intendersi. E da lì abbiamo proceduto con il piano". Quali sono i punti critici? "Partendo da monte troviamo Bellariva, all’altezza dei giardini. Lì abbiamo però scelto un innalzamento naturale che, di fatto, si concilia alla perfezione con l’ambiente circostante". In che modo? "Con barriere in corten, fioriere...". Le altre zone potenzialmente a rischio? "Il Lungarno alle Grazie dalla Biblioteca Nazionale fino al Ponte Vecchio, nella zona dove stamani (ieri ndr) abbiamo effettuato la prova e più a valle il Lungarno Acciaiuoli. Complessivamente l’intervento si estende per 2 chilometri e trecento metri e le paratoie rimovibili sono circa 500". Cosa sono in sostanza queste paratie? "Sono strutture alte un metro circa, facilmente smontabili e non impattanti che vengono installate solo in caso di emergenza. Alla base ci sono delle borchie di ottone facilmente svitabili. Sotto hanno un foro per l’avvitatura metallica non visibile però all’esterno". Oggi di fatto era la prima prova? "Abbiamo testato il montaggio che finora avevamo solo provato sulla carta e tutto è andato per il verso giusto". Massini, ma in caso di emergenza in quanto tempo sareste in grado di installare l’intera protezione? "In circa otto ore siamo in grado di montare tutto, ma studieremo delle migliorìe per risparmiare tempo. Ad esempio se viene lanciata l’allerta meteo possiamo avvicinare subito le paratie in prossimità dell’Arno in modo da risparmiare tempo". E la sponda sinistra dell’Arno? "La sponda sinistra non necessita di paratoie rimovibili ma è stata solo interessata da piccoli interventi strutturali". Emanuele Baldi