Prende il via il Forum sindacale delle Costruzioni Migranti dell’Euromediterraneo «Uniti sotto lo stesso casco», promosso dalla Fillea Cgil e dalla Cgil, che per due giorni porterà nella città marinara sindacalisti, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e lavoratori provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo. L'iniziativa, presentata ieri nell'aula consiliare del Comune di Pozzallo, si propone di affrontare uno dei temi più complessi e attuali del nostro tempo: il rapporto tra migrazioni, lavoro, diritti e sviluppo economico nell'area euro-mediterranea. La scelta di Pozzallo non è casuale. La città, da anni simbolo degli sbarchi e dell'accoglienza, rappresenta uno dei luoghi più significativi per discutere di fenomeni migratori e delle loro ricadute sociali ed economiche. Ad aprire la conferenza stampa di presentazione è stato il sindaco Roberto Ammatuna, che ha ricordato il ruolo svolto dal territorio negli anni più intensi degli arrivi via mare. «Spesso siamo stati lasciati soli dalle istituzioni che contano – ha dichiarato -. Il fatto che il più grande sindacato nazionale abbia scelto Pozzallo per trattare questo tema ci rincuora e ci onora».
Pozzallo è stata definita dai rappresentanti sindacali una "città di mare e di pace", capace di ospitare un confronto che mette al centro la dignità delle persone e il valore dell'inclusione. Tra i presenti anche Antonio Di Franco, segretario nazionale della Fillea Cgil, che durante la conferenza stampa ha richiamato il pensiero di Giorgio La Pira e la necessità di costruire un Mediterraneo fondato sul dialogo tra i popoli. Di Franco ha ribadito il «no alla remigrazione» e il principio del «diritto a migrare e diritto a rimanere», sostenendo la necessità di politiche capaci di garantire sia la libertà di cercare opportunità altrove sia la possibilità di vivere dignitosamente nei Paesi di origine. Il focus del forum, intitolato «Uniti sotto lo stesso casco», è incentrato sul settore delle costruzioni, dove la presenza dei lavoratori migranti assume ormai un ruolo centrale. I numeri illustrati dalla Cgil evidenziano una trasformazione profonda del comparto. Secondo le rilevazioni Istat, nel 2025 i lavoratori dipendenti stranieri nelle costruzioni rappresentano il 19,9% del totale, una percentuale quasi doppia rispetto all’11,7% registrato nell'intera economia italiana. Ancora più significativa è la fotografia fornita dalle Casse Edili.








